Intervista con Margit Evelyn Newton

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A complemento l’articolo dedicato alla figura con l’ultima versione di Rostros de Culto, il Gabinete ha il piacere e l’onore di intervistare una star di cinemabis europea 80 come Margit Evelyn Newton. Uno sguardo indietro alla sua vita, i suoi film e alcuni dei più grandi nomi del genere per il quale ha lavorato, che dovrebbe qui che il godimento del lettore. Prima di tutto, grazie a Margit la generosità e l’interesse con cui ha partecipato il Gabinete. 

Innanzitutto, Margit, vorrei ringraziarti tantissimo per avermi concesso questa intervista. Cominciamo daccapo. Da dove viene il nome d’arte Margit Evelyn Newton? Come hai iniziato la tua carriera nel mondo della recitazione?

Ho fatto il primo film La vedova del trullo dove mi chiamavo Margie Monroe. Non sapevo quale nome d’arte prendere. Poi sono stata chiamata per L’ultimo cacciatore e il mio agente mi ha dato questo nome Margit Evelyn Newton . 1981 ho girato In viaggio con papa. Poi sono partita per l’india e lí ho deciso di togliere l’Evelyn e il mio nome è diventato Margie Newton. Non só chi ha scritto su Wikipedia ma non ê molto informato com’è la mia storia del nome . I film successivi li ho fatti tutti come Margie Newton.

Poco tempo dopo dal tuo esordio con La vedova del trullo di Franco Bottari, hai partecipato in L’ultimo cacciatore di Antonio Margheriti, un film di guerra. Come sei riuscita a cambiare registro rispetto al primo film? Come é stato lavorare con Margheriti? E con Tisa Farrow, Bobby Rhodes o John Steiner?

Mi ricordo molto bene il film di Margheriti. La mia attrice preferita era Mia Farrow e sapere di essere coprotagonista della sorella Tisa Farrow per me era un’lenorme gioia. Ê stato non facile fare questo film perchê c’erano dialoghi in inglese lunghi e io non parlavo inglese . David Warbeck mi ha aiutato tantissimo. Facevamo le prove prima di girare. Mi hanno molto imbruttita in quel film. Povera Tisa , le ho fatto una testa enorme parlando sempre della sorella Mia.

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Nel 1980 hai fatto anche uno dei tuoi ruoli piu noti e ricordati, quello della reporter Lia Rousseau di  L’Inferno dei Morti Viventi di Bruno Mattei, produzione tra l’Italia e la Spagna, con delle riprese fatte fuori la città di Barcellona. Che ricordi hai di quel film, particolarmente sulle parti girate in Spagna? Come è estato il lavoro con la coppia  Mattei-Fragasso, due nomi imprescindibili del exploitation-cinema europeo?

Il film ê stati interamente girato a Barcellona. Ho un ricordo meraviglioso sia della lavorazione che della truppe. Essendo protagonista ero sempre sul set ed ê stato meraviglioso seguirlo giornalmente. Il mio fidanzato di allora mi ha seguito in Spagna e così Mattei gli fece fare uno dei zombie . Mi ricordo la scena semi nuda che abbiamo girato fuori Barcellona. Eravamo in un bosco ed erano arrivati molti curiosi per vedere le riprese. Non volevo scoprire il seno perchë c’erano troppi spettatori. Allora il mio fidanzato li mandava via. Ma senza successo perchê li mandava via da una parte e arrivavano dall’altra. Comunque con grande imbarazzo l’ho girata. Amo molto Virus , un film che ha avuto veramente un grande successo in tutto il mondo. Mi scrivono da tutte le parti del mondo e questo mi piace molto. Un regista russo mi ha detto che per chi ama i film di orrore io sono un icona. Wow , non è meraviglioso ?

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Mi ricordo un paesino vicino a Barcellona dove abbiamo girato alcune scene. Era un paesino dove vive gitani. Io avevo sempre dei pregiudizi sui gitani. Invece con grande meraviglia avevo conosciuto delle persone oneste e umili. Erano contadini e lavoravano la terra. Questo film mi ha arricchita molto sia per la responsabilità di essere protagonista, sia per le persone e i luoghi che ho visitato. Mattei rimarrà sempre nel mio cuore, una persona che si era dedicato completamente al suo lavoro e con grande successo.

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È soprendente la varietà di film che sono venuti dopo. Il poliziesco Mafia, una legge che non perdona, la commedia In viaggio con Papà o Il luppo di mare, l’azione senza fiato con L’ultimo guerriero o Il giustiziere del Bronx? Hai avuto una particolare preferenza per un tipo di film? Hai qualche ricordo interessante dei film citati?

Ho tutti bellissimi ricordi. Ero ancora molto piccola quando ho fatto Mafia una legge che non perdona. Mi ricordo che un giorno non potevamo girare perchê era arrivata una telefonata che avevano messo una bomba sul set. Perqui non stavamo molto tranquilli. Ho preso un bellissimo premio per quel film come attrice non protagonista al festiva del cinema di Salerno. Ed ê stato il grande regista Blasetti a darmelo. Mi disse ” complimenti a mamma ” mentre mi dava il premio.

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In viaggio con papà è un film che rimarrà nella storia. Ho avuto la grande fortuna di lavorare con grandissima del cinema italiano come Alberto Sordi e Carlo Verdone. Ho amato molto il mio ruolo dove penso ê uscita la mia dolcezza ma anche la mia forza.

Il lupo di mare dolcissimo ricordo Gigi [Sammarchi] e Andrea [Roncato]. In quel film ho sofferto un pochino perchê soffrivo il mal di mare e ho dovuto interomperlo perchê davo sempre di stomaco sulla nave. Alcune scene hanno dovuto mettere una controfigura. L’ultimo guerriero e Il giustiziere del Bronx praticamente ê lo stesso film . Io avevo fatto solo uno e mi sono trovata due film in uscita senza aver girato due. Purtroppo ci sono produttori furbi, per guadagnare farebbe tutto. Ê stato molto difficile fare questo film perchë abbiamo girato in luglio e c’erano 40 gradi. Scene difficili e faticose . Comunque ogni volta che finiva un film mi dispiaceva perché era una troupe diventa una grande famiglia.

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Poi c’è la tua parte in quella che forse sia stata (se non sbaglio) una delle produzioni più importanti della tua filmografia, Le avventure dell’incredibile Ercole de Luigi Cozzi, dove hai lavorato insieme a Lou Ferrigno, tutta una star all’epoca, e anche con l’infaticabile attore  austriaco William Berger. Come si è sviluppata questa produzione che cercava di imitare in un certo senso i film americani? Cosa mi racconti sulla tua partecipazione?

Ercole II si chiamava in Italia. Sô che era una coproduzione con l’America. Eravamo tantissime attrici italiane che abbiamo lavorato in quel film. Mi hanno scelto per fare Aphrodite e credimi ê stato molto difficile per me quel periodo. Perchë stavo girando due film contemporaneamente, L’ultimo guerriero e Ercole II. Ercole II giravamo spesso la notte e L’ultimo guerriero di giorno. Praticamente non dormivo quasi mai. In un mese ero dimagrita 10 kl. Oltretutto avevo una parucca con corona che pesava tantissimo. Perqui quando c’erano le pause mi tenevo la testa con tutto il peso. Cmq sempre felice di tutte le esperienze lavorative anche se spesso molto faticose.

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Lo sviluppo della tua carriera è andato di pari passo con la tua figura di sex symbol. Hai fatto la fotomodella e sei stata sulla copertina di riviste come Playmen. Questo fatto ha segnato troppo la tua carriera? In caso di si, é stato nel bene oppure nel male?

Ero e penso che sono una bella donna. Ê normale che la donna con bel corpo e bel viso viene visto come sex symbol. All’accademia delle belle arti, che frequentavo, avevamo sempre modelli nudi. Perqui il nudo per me non ê una cosa scandalosa ma molto naturale. Dio ci ha creati così. Non amo la perô volgarità dev’essere sempre fatto con eleganza. Quando mi hanno offerto la prima copertina playmen, come attrice non come modella, ero molto felice. Ero fidanzata con il conte Marzotto all’epoca e lui mi ha curato l’immagine. Erano foto veramente belle. In Italia le piû grandi attrici e cantanti hanno fatto copertina playmen perqui non era uno scandalo. Oggi fanno i calendari con foto nudo. Trovo che tutto quello che ho fatto era positivo. Anzi ho rifiutato tantissimi film e servizi fotografici e se potessi tornare indietro non li rifiuterei.

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Uno dei tuoi ultimi ruoli è stato la protagonista di La puritana de Nini Grassia, un drama abbastanza spinto. Raccontami com’è stato il passaggio come attrice per questa prova da protagonista assoluta? Cosa mi puoi dire di lavorare accanto ad una leggenda (sicuramente molto particulare, de anche difficile) come Helmut Berger?

Vero, La puritana ê stato il mio unico film sexy . Se potessi tornare indietro ne farei altri in quel film ê uscita tutta la mia femminilità. Mi piacevo molto. Helmut Berger ê stato un meraviglioso compagnio di lavoro. Mi ricordo che ci divertivamo molto mentre giravamo. Sopratutto quando c’erano le scene d’amore. Lui ama l’uomo perqui quando facevamo le scene d’amore giocava molto. Cmq c’era un casting fantastico. Mattia Sbragia , Gabriele Tinti e tanti altri. Subito dopo quando avevamo finito di girare La puritana Ninni Grassia mi ha offerto un altro film da girare in America e io l’ho rifiutato e mi dispiace molto. Come ti ho giã detto non rifiuterei piû nulla. Tornando a Helmut Berger ho visto una sua intervista su un canale televisivo tedesco e l’ho visto devastato dall’alcohol. Peccato perchê era veramente bellissimo e per me era anche un caro amico.

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Ti sei ritirata dal monndo del cinema nel 1990 e vai a vivere in Italia con la tua famiglia. Perchè hai smesso di lavorare sui set? C’entra anche il fatto della decadenza del cinema italiano dei generi?

Mi sono ritirata nel 1992 quando ho deciso di diventare mamma e dedicare la mia vita alla famiglia. Amavo profondamente mio marito col quale convivere giã dal 1988. E penso che i valori veri della vita sono proprio questi “La Famiglia”. Quando mia figlia Valentina ë nata in agosto 1993 pensavo di poter riprendere il lavoro ma non sono più riuscita a lasciarla con qualcun’ altro. Inizialmente ho provato ad avere una babysitter ma non mi fidavo. Comunque sono felice e fortunata di averla potuto crescere io. Ê diventata una ragazza meravigliosa e con delle radici forti e sane. Non sono molto d’accordo di lasciare i figli ad altri per farli crescere. La mamma ê indispensabile e nessuno puô sostituirla.

Ho fatto altri 2 film con Luca Verdone , un film per Rai 1  Il piacere di piacere e un cortometraggio Il maggiordomo nel 2005 . Penso che in Italia gli ultimi anni stanno facendo dei film bellissimi e ci sono attori meravigliosi. Chissâ…

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Come mai questo ritorno? Vorresti recitare ancora? Mai avuta la voglia di tornare?

Si ho fatto due film con Luca Verdone che reputo un grandissimo regista e mi ha cucito adosso un personaggio che mi piace molto. Una donna ricca e all’apparenza superficiale. Comunque si mi piacerebbe tornare sul set ma con un ruolo e un film che sento mio. Non farei piû l’attrice per il solo apparire ma perchê mi piace e credo in ciô che faccio. Ho in mente un film da realizzare . Vedremo…

Credo che tu sappia che i film d’exploitation europeo degli anni 70/80, posto dove si inquadra la tua filmografia, sta sperimentando una notevole e costante riabilitazione. Cosa ne pensi? Ti sorprende che oggi i tuoi film vengano ricordati e il tuo lavoro molto apprezzato da tantissimi giovani (e non solo) appassionati del cinema dei generi?

Sono molto felice che i miei film vengono ricordati. Io mi vedo anche un pô come porta fortuna. Tutte le cose che ho fatto sono andati bene. Mi scrivono tantissime persone su Facebook e mi piace. Un regista russo mi vuole in un suo film e mi ha detto che per chi ama i film d’orrore io sono un Icona. Non sapevo di essere conosciuto anche in Russia. Bellissimo. Ho fatto un intervista un anno fã per una tv americana sempre per il film Virus. Mi metterò subito a scrivere questa sceneggiatura che ho in mente.

Grazie mille, Margit, per il tuo tempo. Sei stata molto gentile e ti ringrazio ancora!

Margie

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